Quanto costa un viaggio in Giappone?

Quando ho iniziato a dire “Ehi, sai che vado in Giappone?” ho visto tanti sguardi stupiti. Secondo me si stavano tutti chiedendo se avessi vinto all’enalotto. Perché tantissimi mi hanno detto che il Giappone è costoso, è caro, noi non ci siamo andati perché adesso non ce lo possiamo permettere.

E io, che non sono certo una viaggiatrice da hotel di lusso e no, all’enalotto non ho vinto anche perché non ci gioco, oggi posso dirti che il Giappone non è un paese caro. È una fake news cari miei!

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Il mio viaggio in Giappone, il paese della gentilezza

Sono tornata da una settimana e sono in preda a una nostalgia tremenda: del Giappone mi manca l’ordine, i gusti, i suoni, la musica ovunque e il silenzio nelle strade, le persone, i bambini in divisa, i treni, i bento, le luci. Era il mio primo viaggio oltreoceano, il mio primo viaggio in Asia. Forse ho iniziato dal paese asiatico più facile per certi punti di vista, dall’altro ho capito che il Giappone ha molto di asiatico ma ha delle peculiarità solo sue, che lo rendono un continente, quasi un mondo, a sè.

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La mia storia con internet

Sono di quella generazione che faceva le ricerche per la scuola in Biblioteca, e i genitori le avevano comprato l’enciclopedia. Ne abbiamo una uguale tutti in casa, con le copertine in simil pelle marrone e verde. Sono anche di quella generazione che andava ad ascoltare anche i cd in biblioteca. Ho passato pomeriggi interi  sprofondata nelle poltrone, con i Prozac+ nelle cuffie, sognando di avere i capelli blu come Paola Maugeri. Di essere Paola Maugeri.

Ma sono stata anche la prima alle medie ad avere un cellulare, grande come l’intera tasca del mio zaino Seven, e non sapevo cosa farmene perché non c’era nessuno a cui poter scrivere. Mia mamma vedeva la possibilità di estendere il suo controllo grazie a quell’aggeggio, mentre mio papà è l’early adopter più entusiasta che conosca. E infatti ho avuto un modem quasi subito, e anche l’adsl.

Ma #lamiastoriaconinternet sembra più offline che online.

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Che sia un anno buono

È da stamattina che leggo bilanci dell’anno che sta per finire. È bello vedere per quante cose si ringraziano i dodici mesi che stiamo per salutare. Per una volta il cinismo si fa meno evidente, la lente con cui si guardano le cose ha i colori dell’entusiasmo. 

Chissà perché abbiamo bisogno di chiudere un anno per ricominciare a vedere noi e gli altri sotto una luce più sincera.

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Tutte le strade portano al Freelancecamp

Sono stata al mio secondo Freelancecamp e, anche se sono una novellina rispetto ad altri freelancecampisti, anche in questa sesta edizione mi sono sentita un po’ a casa.  L’anno scorso mi sono seduta con tante aspettative e ansiosa di imparare da chi condivideva saperi, problemi, crisi d’identità e consigli. Quest’anno idem, ma mi sono seduta stando un po’ sulle spine, con le punte dei piedi fisse a terra e i talloni in su.

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Musica per lavorare e concentrarsi

Sono sempre stata una persona che si concentra bene con la musica, e a volte anche con il rumore.  Alle superiori studiavo sempre con la radio ( e al liceo me la cavavo bene, matematica a parte), mentre all’Università odiavo le aule studio silenziosissime. Appena qualcuno spostava una penna lo notavi subito, e per me era molto più distraente dell’aula studio dove andavo e in cui praticamente chiunque parlava, i miei compagni di corso si sfidavano a briscola e le risate si sprecavano.

Capisco che non sia così per tutti, ma so anche che trovare il sottofondo giusto è importante, e spesso può davvero aiutarci a mantenere il focus nel lavoro che stiamo facendo.

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Ehi, come sta andando l’Italian Book Challenge?

Me l’ hanno chiesto Giulio ed Elena. La mia risposta? Eh, male. Perché ho smesso di usare i mezzi, togliendo ben 80 minuti della mia giornata alla lettura. Ma ho deciso di provare Audible di Amazon per recuperare. I primi tre mesi sono gratuiti e se all’andata credo che continuerò a preferire la radio, al ritorno sto provando ad ascoltare qualcuno che legge per me.  La cosa positiva di questa sfida a rilento è che ho comunque ripreso a leggere, e a cercare un po’ di tempo per farlo dopo anni in cui, purtroppo, leggevo pochissimo.

E cos’ho spuntato dal listone dei 50 libri (dall’ultimo aggiornamento di aprile ad oggi)? Questi:

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