12 giorni

Ho passato 12 giorni a casa. Mi sono ammalata il 27 dicembre e complici le feste, la malattia e qualche giorno di ferie che avevo già programmato ho trascorso ben 12 giorni nella mia microcasa. E, incredibile ma vero, sono state le feste più belle di sempre.

  • Ho cucinato per 6 ore e preparato da mangiare per 10 persone la sera della Vigilia di Natale: ho preparato la tavola a tema, recuperato sedie per tutti, allungato il tavolo da 4 con metodi creativi e cucinato 3 antipasti, 1 primo, 1 secondo di pesce e 2 contorni, il tutto da sola. Alla fine mi sono sentita come se avessi vinto Masterchef, davvero.
  • Il 26 dicembre eravamo in 12 a pranzo, e ci siamo alzati alle 18 da tavola: il tradizionale ritrovo con gli amici dell’università, che gli anni passano ma siamo sempre uguali.

Poi l’influenza (si, quella intestinale, che io quando mi ammalo lo faccio bene) mi ha bloccata per tutto il resto del tempo. Un cencio. Ho pranzato e cenato con minestra di stelline per 5 giorni ed era l’unica cosa che riuscivo a mangiare. Leggere non ne parliamo, ho vissuto tra il divano e il letto. Ma…

  • ho scoperto Netflix, e mentre sui film non ci siamo proprio, per le serie è fantastico. Ho guardato 2 serie di New Girl (che adoro ma l’avevo sempre vista solo a pezzi) e voglio tutti i suoi vestiti, tutta la prima (e unica al momento) di Marco Polo (bello se amate il genere storico e i combattimenti volanti orientali), stiamo guardando Gotham e ho iniziato Jessica Jones (paurissima) e Orange is the new black. Non avevo mai avuto tempo prima per guardare serie tv se non quella sera a settimana di The Walking Dead o GOT, e me ne sono resa conto solo ora;
  • credo di aver pranzato con Lui più volte in questi 12 giorni che in 9 mesi di convivenza. E non è una bella scoperta;
  • non ho acceso il pc per giorni interi. Ho preso fiato, mi sono fermata.
  • sono comunque riuscita a sistemare quasi tutti gli scatoloni del trasloco, era una delle cose “da fare durante le vacanze”. Ora ho di nuovo dei maglioni di lana. A gennaio, ma meglio tardi che mai.

E adesso? Sto regalando un nuovo template al blog, un po’ alla volta, ed è un modo per dire che so che bisogna ripartire. E dopo settimane in cui potevo decidere io come passare il mio tempo sarà davvero durissima. Ma questi 12 giorni mi hanno anche ricordato quali sono le cose importanti e quelle che mi piacciono davvero, e che devo (dobbiamo) ricordarci di prenderci del tempo. E non c’è modo migliore per iniziare l’anno. Buon 2016!

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